INTERMUNDIA manifesto

Credo che la fotografia possa fare molto più che documentare un volto: possa raccontare relazioni, restituire dignità alle esperienze, creare comprensione dove spesso esistono soltanto stereotipi.

Con questo progetto desidero incontrare le famiglie che convivono con l'autismo, ascoltarle e raccontarle con rispetto, sensibilità e onestà.

Non cerco il gesto straordinario, il dramma o il sensazionalismo. Mi interessa la quotidianità: gli equilibri costruiti con pazienza, le difficoltà affrontate ogni giorno, le strategie inventate per andare avanti, la forza che nasce dall'amore, i sogni ancora da realizzare e quelli che, nonostante tutto, sono diventati realtà.

Ogni fotografia sarà il risultato di un incontro. Prima delle immagini verranno l'ascolto, il dialogo e il tempo necessario perché ogni persona possa sentirsi accolta e rappresentata nella propria autenticità.

Questo progetto non vuole parlare dell'autismo. Vuole parlare delle persone: dei figli, dei genitori, dei fratelli e delle sorelle, delle relazioni che costruiscono una famiglia e di ciò che spesso rimane nascosto agli occhi di chi osserva da fuori.

La fotografia diventa così uno strumento di conoscenza, capace di avvicinare le persone, abbattere i pregiudizi e dare spazio a storie che meritano di essere viste e ascoltate.

Se la vostra famiglia desidera condividere una parte del proprio cammino, sarò onorato di raccontarla con il rispetto che ogni storia merita.

Perché ogni storia raccontata con sincerità contribuisce a costruire una società più consapevole, più empatica e più umana.

marco rilli